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"Ringo doesn't practice, he's a very naughty boy". Buttoned-down tumblog.
Envy is a more reliable inciter of hatred than evil itself.
Brian Ferguson (via philosophicalconservatism)

(via genopp)

Greetings from Brecon Beacons.

theoldiebutgoodie:

1967 Brabham BT20.

(via marszxc)

ponderation:

Orkhon River Valley by Leah Kennedy

(via fabforgottennobility)

Quanto il marketing Lgbt sia stato decisivo nel contagiare i mezzi di comunicazione e nel trasformarsi in mainstrem, lo ha raccontato in “Forcing the spring” il giornalista americano Jo Becker (ne avevamo parlato sul Foglio del 19 aprile). Al gran lavoro di lobby avviato da una piccola agenzia del no profit, la American Foundation for Equal Rights fondata nel 2008 da Chad Griffin, Becker attribuisce il merito di aver portato il presidente americano Obama a condividere, dall’inziale ostilità, la causa del same-sex marriage. Eppure è un omosessuale attivista dei Tea Party, Doug Mainwaring, a dire che “non c’è bisogno di usare argomentazioni religiose” contro le nozze gay e contro pratiche come quella da cui è nato Milo, perché “basta la legge naturale”. Ma questo, aggiunge Mainwaring, non è più sostenibile sui grandi mezzi di comunicazione di massa, appiattiti sulla neo normatività Lgbt e sulle foto di neopapà gay che “emozionano il mondo”. Se ne può parlare e discutere solo nel confronto diretto con le persone. Altrimenti si finisce alla gogna come l’ad di Mozilla, Brendan Eich, licenziato per aver sostenuto la campagna contro il matrimonio gay, e nonostante lo avesse difeso il famoso giornalista Andrew Sullivan, icona del movimento gay americano.

Summer

(via tryingtoactcasual)

Domani si parte per qui, Brecon Beacons, Galles, dove tra le altre cose si danno appuntamento quelli del SAS per le esercitazioni. Passo e chiudo. 

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