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- The Killers Lyrics

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Il ruolo della violenza regolata

E’ un argomento tosto, come tosti sanno essere i pungi che si prendono sul muso o nello stomaco. La violenza regolata vuol dire avere un limite. Di sopportazione e di reazione. Il limite di sopportazione rispetta la canonica legge del porgi l’altra guancia. Se proprio si è in vena di bontà clemente, può valere l’altro comandamento del perdonare settanta volta sette. Se proprio. Porgere l’altra guancia non significa beccarsi l’ennesimo colpo duro, ma far accrescere gli interessi perché quando giungerà il momento di riscuoterli, il malcapitato di turno pagherà caro.
La violenza regolata è una regola di vita. E’ il mostrare coraggio e sfrontatezza, predisposizione a soffrire e reagire. E qui entra in gioco il limite di reazione. Roba ancora più complicata. Il dilemma che l’uomo si è sempre posto è stato se reagire più o meno in proporzione al danno subito. Si sono vinte o perse guerre rispondendo giusto o sbagliato a questa domanda. Quale sia la risposta giusta, non c’è dubbio che tanto prendo, quanto ti rendo. Con gli interessi, chiaramente.
Il rugby, che non è sport di santi, ma nemmeno di peccatori – semplicemente di gente che sa che capita di farsi e del fare del male – insegna che se un compagno si rialza con un mancino sullo zigomo, il peccatore fa punito con la stessa moneta. Un po’ di zuffa, qualche colletto tirato o un collo afferrato. Violenza regolata, di nuovo crouch – touch – pause – engage e una stretta di mano a fine partita.
Regolare la violenza significa regolare le proprie emozioni. Alcune, perché talune invece non seguono metri di giudizio o argini o come diavolo volete chiamarli. La violenza sì. E la violenza è una emozione incontrollabile spesso. Qui si vede l’uomo da un uomo qualsiasi.