Durante la Seconda guerra mondiale, Tsutomo Yamaguchi, ingegnere navale di Nagasaki, si trovò in trasferta a Hiroshima proprio il 6 agosto 1945. Stava per prendere il treno che doveva riportarlo a casa, quando, alle 8 e 15, scoppiò la bomba atomica. Si ustionò, ma se la cavò. Il giorno dopo, fasciato come una mummia, riuscì a partire per Nagasaki e la mattina del 9 agosto addirittura si presentò in ufficio. Neanche il tempo di raccontare ai colleghi quel che gli era capitato a Hiroshima tre giorni prima, che Yamaguchi, erano le 11 e 02, venne scagliato a terra dalla bomba atomica di Nagasaki. Ma anche quella volta restò in buona salute, sfuggendo perfino le conseguenze delle radiazioni e cavandosela soltanto con una mezza sordità all’orecchio sinistro.
E’ ancora vivo, credo. L’episodio mi è tornato in mente allorché, l’altroieri, ho notato sui giornali l’ultimo poderoso intervento di Luca di Montezemolo, uno che, nella vita, ha avuto anche più culo di Yamaguchi.
Andrea Marcenaro, il Foglio. 

Notes

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    ROTFL… cioè, se non ci fosse da piangere. :|
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